30 novembre - 7 dicembre 2020

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La lettera del Presidente Cuomo: “I grandi portali online cancellano le prenotazioni a nostre spese”

 “L’ospitalità diffusa è in ginocchio: in circa un mese si è passati dall’overtourism alle città vuote. Hanno chiuso il 98% delle 183.243 attività ricettive extralberghiere autorizzate seppure il decreto ‘Io resto a casa’ non obblighi alla chiusura. Non ci sono più turisti e chissà tra quanto torneranno nel bel Paese”.

Così Claudio Cuomo, Presidente nazionale di Aigo, l’associazione Confesercenti dell’ospitalità diffusa, in una lettera indirizzata al ministro Dario Franceschini.

“La ringraziamo per il prezioso e faticoso lavoro che sta svolgendo a tutela del turismo, uno dei settori trainanti della nostra economia. Per questo le chiediamo di intervenire anche per porre all’attenzione del Governo la situazione dell’ospitalità diffusa”.

“Tra le misure annunciate dal decreto ‘Cura Italia’ – continua Cuomo – si parla ad esempio di credito di imposta sugli affitti ai locali commerciali di negozi e botteghe. B&B, affittacamere ma anche alberghi, dove sono citati? Il turismo italiano si sviluppa in immobili residenziali di categoria quasi esclusivamente A2 per l’extralberghiero e commerciale di categoria D2 per l’alberghiero. Inoltre, il credito di imposta prevede un versamento di affitto ai proprietari delle mura: ma per la maggior parte dei gestori non sarà possibile avere la liquidità, non avendo lavorato a marzo e con la prospettiva di non lavorare nemmeno ad aprile e maggio”.

“Leggiamo poi – continua Cuomo – della possibilità di emettere un voucher per le richieste di cancellazione delle prenotazioni. Il mercato delle prenotazioni, però, è quasi esclusivamente gestito dai grandi portali di vendita online, su cui il governo italiano non ha alcun potere perché non ha mai concluso la regolamentazione del fenomeno di intermediazione. I gestori si trovano per questo impotenti di fronte alle scelte delle agenzie di cancellare gratuitamente le prenotazioni senza poter intervenire. Il voucher al posto della cancellazione avrebbe potuto garantire una maggiore liquidità per fronteggiare le imminenti spese improrogabili dei gestori”.

“Servono subito provvedimenti per tutelare le significative opportunità di lavoro e di valorizzazione immobiliare che il settore offre a tutta l’economia del Paese”, conclude il Presidente di Aigo. “Altrimenti torneremo ad avere un problema sociale e di occupazione maggiore di quello che abbiamo conosciuto negli ultimi anni”.

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